Nessun regalo di Natale

Anche questa legislatura si è conclusa con un nulla di fatto.
Fino all’ultimo abbiamo lavorato affinché gli oltre 800.000 cittadini domiciliati lontano dalla loro città di residenza potessero esprimere il loro voto alle prossime elezioni politiche.
Fino all’ultimo su nostra sollecitazione i senatori Pardi e Ceccanti hanno cercato di far passare la nostra proposta di legge.
E’ mancato il tempo e lo spazio politico: il PDL ha forzato i tempi della fine della legislatura ritenendo piú conveniente andare a votare con l’attuale orrenda legge elettorale ed ha troncato così la possibilità al nostro ddl di essere discusso.
L’unica cosa che i senatori Pardi e Ceccanti sono riusciti ad ottenere in corner è stato questo ordine del giorno allegato al decreto di indizione delle elezioni:
G/3647/1/1
PARDI
, CECCANTI, PERDUCA, VIZZINI, BOSCETTO

Il Senato della Repubblica,

in sede di esame dell’A.S. 3647 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 dicembre 2012, n. 223, recante disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nell’anno 2013, approvato dalla Camera dei deputati), benché l’articolo 48 della Costituzione, secondo comma, disponga che “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.”, le norme che attualmente regolano l’esercizio del diritto di voto non consentono un’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica del nostro Paese,
impegna il Governo
a valutare l’opportunità di intervenire, in tempi celeri, con provvedimenti di carattere normativo volti a consentire l’esercizio di voto ai cittadini che temporaneamente si trovano in luogo diverso da quello di residenza, anche sulla base di quanto contenuto nell’A.S. 3054.

(fonte: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=697098)
Ma noi non abbiamo intenzione di arrenderci.
Preferiremmo cambiare paese che accettare di vivere come sudditi nel nostro: senza diritto di voto apparteniamo sì ad uno Stato ma quello Stato non ci appartiene.
Noi questo non possiamo accettarlo, e ribadiamo chiaro e forte “no taxation without representation”.
L’augurio per l’anno che verrà è di avere un Parlamento in cui rappresentanti, liberi da contrapposizioni predefinite e ideologiche e disponibili a ragionare sui singoli provvedimenti possano portare a termine questa piccola grande rivoluzione democratica che il Comitato IOVOTOFORISEDE chiede ormai da 4 anni.
Ringraziamo i senatori Francesco Pardi (IDV) e Stefano Ceccanti (PD) che hanno sempre risposto con la massima sollecitudine alle nostre richieste e fatto quanto era in loro potere per far percorrere più strada possibile al provvedimento: anche se non sono riusciti a raggiungere l’obbiettivo ci hanno sempre ascoltati e dimostrato nei fatti che non tutti sono uguali nelle Istituzioni.
Per questo ringraziamo anche Giulia Zolesi che da dietro le quinte non ci ha abbandonato un attimo e ci ha tenuti costantemente informati sugli sviluppi parlamentari in tempo reale.
L’anno prossimo ripartiremo esattamente da questo ordine del giorno che ha impegnato il Governo a prendere in esame il ddl 3054.
Stay tuned.