GOVERNO CI ASCOLTA, MA LA NOSTRA BATTAGLIA CONTINUA AL SENATO

Un emendamento avrebbe risolto tutto, ma dopo la fiducia non è stato possibile vincere già alla Camera la nostra battaglia.
Dopo il nostro appello e grazie all’iniziativa del Presidente della Commissione Affari Costituzionali, Andrea Mazziotti, il Governo si è impegnato (dando parere favorevole all’odg 9/2352-A/R/14) a risolvere al più presto la questione del voto di noi cittadini studenti e lavoratori fuori sede o nel passaggio al Senato o  con un provvedimento governativo d’urgenza comunque prima della fine della legislatura.
Un importante passo avanti dopo anni di silenzio da parte del Governo.
Ora il nostro lavoro proseguirà affinché all’impegno assunto segua un’attuazione concreta.

Oggi ci sentiamo ascoltati, ma continueremo a combattere per poter esercitare un nostro diritto: votare nella città in cui studiamo o lavoriamo senza essere costretti a lunghi viaggi. La legge elettorale è un’occasione da non perdere per superare una discriminazione tra noi fuori sede in Italia e tra i cittadini italiani temporaneamente all’estero.

Per questo invitiamo a continuare a firmare e condividere la petizione che ha già superato le 1500 firme e invitiamo le realtà associative, che ancora non hanno firmato ma che condividono il nostro appello, a contattarci per estendere ancora di più il fronte delle realtà che chiedono questo intervento legislativo.

Oltre a noi, hanno finora aderito all’appello il Forum Nazionale Giovani, il sito Skuola.net, le associazioni Rena, Erasmus Student Network Italia, i Giovani Democratici, il Comitato Ventotene, l’Adi (Associazione dei dottorandi e dottori di ricerca), le associazioni studentesche Link Coordinamento Nazionale Universitario e UDU – Unione degli Universitari, Forza Europa, il think tank Tortuga, la rivista Strade, l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati e l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati