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Lettera di una lavoratrice italiana temporanemente all’estero

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Non credo si debbano spendere parole per commentare il paradosso di un Paese come il nostro che non garantisce il diritto di voto ai sui cittadini in mobilità.

Basta leggere qui di seguito la lettera che ci invia una nostra concittadina.

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ciao
penso che sia il luogo più opportuno per fornire questa informazione.
Come sapete chi è all’estero a meno che non sia registrato all’AIRE
non può votare all’estero ma deve tornare a casa…esclusi i
cosidetti “temporanei”. Bene, saprete anche che esiste un programma di
stage in partenariato fra Ministero degli esteri e conferenza dei
rettori (MAE/CRUI). Il secondo ciclo comincia a maggio quindi ci sono
degli studenti/laureandi/ neo laureati che il 12 e 13 giugno per il
referendum staranno lavorando gratis (stage) presso sedi diplomatiche
italiane in giro per il mondo. Dunque a richiesta di delucidazioni in
merito al loro dovere (diritto) di voto alla Farnesina rispondono:
“grazie per avercelo fatto notare non ci avevamo pensato” ; al
consolato d’italia a Bruxelles rispondono: “si lo sappiamo, abbiamo
anche chiesto delucidazioni in un’occasione precedente ma al momento
attuale non possono votare all’estero”. Inutile spiegarlo alla
Farnesina, visto che non ci avevano pensato…dunque quantomeno per
fare notare il paradosso cosa si fa? grazie

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