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La 1ª Commissione del Senato boccia il voto per gli studenti fuori sede al referendum

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La Commissione Affari Costituzionali ha respinto ieri l’emendamento del senatore Stefano Ceccanti (PD) che avrebbe introdotto, per questo referendum e per la prima volta in Italia, la possibilità per gli studenti fuori sede di votare nella città in cui si trovano a studiare.
Sono stati addotti a motivazione di questa bocciatura i tempi tecnici insufficienti per realizzare quanto proposto da Ceccanti.
Vogliamo credere al governo visto la sensibilità dimostrata nell’estendere il rimborso elettorale anche agli aerei oltre che ai treni.
Tuttavia questa rimane una grande occasione sprecata per sperimentare, anche se in maniera parziale (i lavoratori venivano comunque lasciati fuori) , il voto per i cittadini in mobilità a costo zero per lo Stato.
A questo punto ci aspettiamo che il Ministero della Gioventù ed il Ministero delle Riforme si muovano e presentino un progetto di legge per sanare questa mancanza di democrazia nel nostro Paese.
E’ da tre anni che lo chiediamo ed abbiamo raccolto ormai più di 6850 firme.
In un Paese normale in cui la politica funziona, governo e opposizione dovrebbero fare a gara per attestarsi la paternità della soluzione del nostro problema: è qualcosa che non può che garantire dell’ottima pubblicità e visibilità a chi lo risolva presso centinaia di migliaia di persone e che non corre il rischio di scontentare nessuno.
Come mai la nostra la nostra classe politica non riesce a capire una verità così elementare e i nostri appelli continuano a cadere nel vuoto?
Alla fine della legislatura mancano poco più di 2 anni, mi pare che i tempi “tecnici” per fare qualcosa ci siano tutti.
Noi alle prossime elezioni vogliamo poter votare, consentitecelo!

Di seguito il resoconto dei lavori della 1ª Commissione sul ddl 2680 che trovate anche a questo link:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=553451

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(2680) Conversione in legge del decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37, recante disposizioni urgenti per le commissioni elettorali circondariali e per il voto dei cittadini temporaneamente all’estero in occasione delle consultazioni referendarie che si svolgono nei giorni 12 e 13 giugno 2011

(Seguito e conclusione dell’esame)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 20 aprile.

Riprende la trattazione degli emendamenti riferiti al testo del decreto-legge, già pubblicati in allegato al resoconto di quella seduta.

Il sottosegretario DAVICO invita i presentatori a ritirare gli emendamenti, esprimendo su di essi, in caso diverso, un parere contrario motivato dalla circostanza che non sussistono i tempi tecnici per una revisione delle procedure elettorali già avviate.

Il presidente VIZZINI (PdL), relatore, si associa all’invito del rappresentante del Governo affinché i presentatori ritirino gli emendamenti.

Il senatore CECCANTI (PD), accogliendo l’invito del relatore e del rappresentante del Governo, ritira gli emendamenti 1.0.1, 2.1, 2.2 e 2.0.1, con riserva di ripresentarli in occasione della discussione in Assemblea. Sottolinea, nell’occasione, la necessità di attuare puntualmente l’agevolazione relativa al costo dei biglietti aerei, prevista dall’articolo 1, comma 2, argomento sul quale egli ha già rivolto alcune interrogazioni al Governo.

Il presidente VIZZINI (PdL), relatore, condividendo l’annotazione del senatore Ceccanti, auspica che il Governo, in occasione della discussione in Assemblea, fornisca notizie più precise in merito all’attuazione dell’agevolazione.

Accertata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione conferisce al presidente Vizzini, relatore, il mandato a riferire all’Assemblea per la conversione in legge del decreto-legge, chiedendo l’autorizzazione alla relazione orale e, se necessario, proponendo gli emendamenti conseguenti a eventuali condizioni della Commissione bilancio che siano formulate ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

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