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Il diritto di voto negato

cosa devi sapere

Approfondimento2020-09-07T23:48:24+02:00

In Italia, il voto al di fuori del comune di residenza per le elezioni nazionali (elezioni politiche e referendum), è consentito solo per determinate categorie di lavoratori, quali i militari e forze di polizia, naviganti (marittimi) o anche degenti e detenuti, mentre per tutti gli altri elettori è previsto esclusivamente il rimborso parziale dei costi di viaggio sostenuti per poter raggiungere il proprio comune di residenza.
Le opzioni di viaggio sono però limitate ai treni a lunga percorrenza o ai voli di Alitalia, con prezzi molto elevati che rendono comunque molto onerosi gli spostamenti, soprattutto per chi parte o ritorna dalle Isole.

Si tratta quindi di un sistema discriminatorio oltre che del tutto inadeguato a garantire i principi costituzionali in tema di libertà del voto, che ne presuppongono, fra l’altro, la gratuità.

Nel nostro Paese, sono quasi 2 milioni le persone a cui viene sistematicamente preclusa la possibilità di esercitare il diritto al voto a causa di una disciplina elettorale risalente agli anni Sessanta, del tutto inadatta alle caratteristiche della società attuale e mai aggiornata dal Parlamento.

La fascia di popolazione maggiormente colpita dalla mancanza di una legge che tuteli il diritto di voto in mobilità è quella dei giovani tra i 18 e i 35 anni che si spostano per formazione o alla ricerca del primo impiego. In particolare, si tratta soprattutto di cittadini provenienti dalle regioni del Sud, giovani spesso costretti ad emigrare verso il settentrione a causa delle scarse opportunità offerte nel loro territorio.
Se guardiamo ai dati sull’affluenza alle ultime elezioni politiche, la media nazionale è stata del 73% nel 2018. Questa percentuale scende sotto la media nazionale di ben 7 punti nelle sei regioni meridionali (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna).
Si tratta di centinaia di migliaia di cittadini che mancano all’appello e tra questi una larga parte sono i cittadini in mobilità.

Come vogliamo realizzare gli obiettivi

L’iniziativa legale del Comitato si ispira ad altre vicende giudiziarie analoghe promosse con successo negli anni scorsi nei confronti di profili di illegittimità costituzionale della legge elettorale che hanno contribuito a promuovere importanti cambiamenti nella legislazione elettorale.

Si tratta in altre parole di un contenzioso strategico, conosciuto nei sistemi anglosassoni come public interest litigation, che mira ad ottenere un cambiamento sociale partendo da un Tribunale.
La nostra iniziativa, infatti, a prescindere dall’esito effettivo della lite giudiziaria ed anche prima dell’eventuale pronuncia della Corte avrà importanti ed utili effetti collaterali politici dal momento che:

  • consentirà di riportare l’attenzione del Parlamento e delle altre istituzioni sul problema delle modalità di voto dei cittadini in mobilità;
  • permetterà di ottenere chiarezza a livello giuridico, tanto sulle effettive garanzie previste dalla Costituzione per i cittadini in mobilità, quanto sulle modalità di esercizio del voto;

L’esigenza di un intervento legislativo per garantire i diritti degli elettori in mobilità si manifesta a maggior ragione anche a seguito dell’attuale emergenza sanitaria Covid-19, con le importanti restrizioni alla mobilità personale all’interno del territorio nazionale.

A seguito di tali misure, bisognerà garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni elettorali anche studiando modalità di voto a distanza così da ridurre gli spostamenti.

In questa situazione, l’adozione di provvedimenti che garantiscano il voto a distanza per quei cittadini che non potranno muoversi, diventa quindi urgente e prioritaria per garantire il corretto funzionamento della democrazia.

Quanto costerà?

Il giudizio sarà esente da costi per i ricorrenti.

Il Comitato si farà carico dei costi necessari all’instaurazione dei giudizi. Verrà infatti promossa una campagna di raccolta fondi a sostegno dell’iniziativa nei confronti di cittadini, aziende, associazioni e ONG.

Ogni contributo volontario, anche di esigua entità, a sostegno della nostra iniziativa da parte dei ricorrenti o di altri sostenitori può dunque essere di grande aiuto per aiutare a dare voce ad altri elettori esclusi dalla possibilità di votare.

L’attuale sistema di voto comporta una limitazione insostenibile ai diritti di milioni di elettori costretti a sopportare significativi costi solo per poter esercitare un diritto costituzionalmente protetto.
Tale intollerabile situazione non è stata mai sanata nonostante diversi tentativi di riforma e la via giudiziaria è a questo punto l’ultima possibilità di porre rimedio al problema, anche in vista di eventuali nuove elezioni nel breve periodo.

Il tuo voto conta. Fallo contare!

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Non puoi votare? Devi sostenere dei costi di viaggio per votare?

Se vuoi partecipare al ricorso di Iovotofuorisede, scrivici tramite il form sottostante e un membro del nostro team legale ti ricontatterà per spiegarti tutti i dettagli dell’iniziativa

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